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By Auteur inconnu

Poiché il Fabbro divin l'eterne e belle

Dal nulla trasse e le caduche cose,

E con mirabil arte e queste e quelle

Ornò di fregi e in vago ordin dispose;

Diè fermezza alla Terra, al Mar procelle,

La Luna all'ombre, al giorno il Sole espose;

Ornò di fiori il suolo, il Ciel di stelle,

L'aria di augei, nell'onde i pesci ascose;

Opra maggiore a fabbricar si volse;

E per mostrar l'onnipotenza e 'l zelo,

Di terreno e d'eterno un misto accolse.

Quindi l'Uomo formando in fragil velo,

Alma immortale in lui ristringer volse,

Perché goder potesse e terra e Cielo.