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Città felice, che nel suol ti stendi,
Ove regnò, poiché fu Troia doma,
D'Enea l'altero Figlio, e il nome prendi
Da lei che il Sol precorre e l'ombre doma,
Se in bei colli t'innalzi o in valli scendi,
Fiori spargendo dalla bionda chioma,
Il suol pien di letizia intorno rendi,
Già Madre e pregio, or Figlia e amor di Roma.
Ma indarno avvien che a celebrarti io muova,
Ché chi tue glorie annoverar proccura
Dal numero il pensier vinto ritruova:
Perocché in te risplende oltre misura
Per favor di fortuna antica e nuova
Quanto fer' mai di vago Arte e Natura.