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By Nicolò Franco

Fanzin, se quel triston de l'Aretino

ha già rivolta a sé la penna mia,

e da me tralasciato par che sia

il valor vostro eccelso e pellegrino,

non già per questo il ladro mio destino

ch'io non v'ami e osservi mi disvia:

che volendo obliar, mai non porìa

la gran vertù del Nobile Fanzino.

Perché con voi, Signore, io vegghio, e sogno:

e se 'l primo soggetto co 'l secondo

mal si concorda, ben me ne vergogno.

Pur grato vi deve essere e giocondo,

che per lodare il meglio, era bisogno

di biasmare il più tristo ch'è nel mondo.