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By Francesco Petrarca

Perché l'eterno moto sopra ditto

Ciascun pianeta in sé rapido tiri

Divisi in parte per li molti giri,

Sì come scrive il gran dottor d'Egitto,

Né per combustïon d'alcun, che vitto

Sia da' li raggi de gli accesi ardiri

Di Febo, che sostiene li martiri

Da sua sorella opposta al corso dritto,

Nullo sarà, se Dio non lo permette,

Che attento e fiso guardi la figura

Del cielo adorno de le luci elette;

Nel qual si po' notar quanto sicura

E ferma nostra vita star s'aspette

Nel fragil mondo posto a sua natura.

Se l'intelletto umano è prode e saggio,

Corso di stella non po' fare oltraggio.