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O boschi, o selve, voi, che tante e tante
Volte ascoltaste i miei caldi sospiri,
E tu, ruscel, che le pur' onde giri
E le lagrime mie per queste piante;
Voi dite, voi, se più infelice Amante
In queste erme contrade oggi respiri,
E dite ancor se fra tanti martiri
Un cuor vedeste più del mio costante;
E ditelo a colei, che ognor si prende
Giuoco delle mie pene, e che severa
Più col dispregio il mio desire accende.
Dite; ma no, ché se la cruda e fera
Ancor da voi il mio gran duolo intende,
Oh quanto più ne andrà superba e altera!