251

By Nicolò Franco

Alcippo, pastor sacro, anzi che 'l fosco

giorno del partir suo giungesse a sera,

e sormontasse a la celeste sfera,

disse cantando in suon leggiadro e tosco:

Caprar d'Arezzo, di cui non conosco

fra queste selve più malvagia fera,

sì ne rassembra la tua forma vera

un vero infido cittadin di bosco,

se pur nel canto pareggiar tu vuoi

il corbo tuo, con che le fere alletti,

al mio bel Cigno ed a gli accenti suoi,

fa che il Dio Pan per questi erbosi letti

t'insegni altra arte che di pascer buoi,

di guardar vacche, e d'allattar capretti.