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By Antonio Tebaldeo

Tempio infelice, ove è la luce altera

de la tua stella, anci del nostro sole?

Ove è colei che illuminar ne suole,

che non si mostra ne l'usata schiera?

Oimè, che febre dispietata e fera

la tiene opressa, onde smarite e sole

van le compagne e Amor piange e se duole,

vedendo giacer quella in cui sol spera?

Hor che serà de nui, se 'l ciel fallace

del suo bel viso ne dispoglia e priva?

Non bisogna sperar d'aver mai pace,

onde convien che con timore io viva:

ché mal securo è quel che a molti piace,

e raro un bel principio al mezo ariva.