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By Bernardo Tasso

Qual aura tanto amica

mi fia, che il suon de l' alte mie querele

porti a l' amata mia dolce nimica?

Borea, tu che fedele

hai gustato d' amor l' assenzio e 'l fele

per la bella Orizia

che sospirasti lungamente invano,

porta nel grembo tuo la pena mia

ov' or ondoso or piano

begna Napoli bella il mare insano;

ivi vedrai colei

che tiene e terrà sempre in mano il freno

di tutti i tristi o lieti pensier mei,

che fa l' aere sereno

e di rose e di fior lieto il terreno

col lume de' begli occhi,

e con quel viso angelico, che pare

ostro su neve che 'n bel colle fiocchi,

arde d' amore il mare

e rende l' onde sue tranquille e chiare;

frena il tuo volo, e dille:

– Madonna, un che per voi piange sì forte

e trae dal cor sospiri a mille a mille,

che farebbon la morte

mesta e pietosa di sua dura sorte,

vi prega, se pietate

de la miseria sua vi punge il core,

che non vogliate la vostra beltate

quasi tenero fiore

con la nebbia del duol render minore;

che non vogliate i belli

vostr' occhi, a guisa di fontana viva

che co' suoi torti e lucidi ruscelli

da monte si deriva

e col fresco licor bagna ogni riva,

stillare in acqua amara

quand' è stellato il ciel, quand' arde il sole,

se v' è la vita sua gradita e cara

e se pur, come suole,

di tanti suoi martiri ancor vi duole:

che non così per pioggia

che scendendo dal ciel stilli la neve

il Re de' fiumi altier s' inalza e poggia

sì che 'n un' ora breve

del suo turbido flutto ogni fior beve,

come per pioggia cresce

dal vostro duolo il gorgo alto e profondo

del suo, tal che di lui se non v' incresce,

sommergerà nel fondo

del suo martir che non ha pari al mondo;

perché qual lungamente

non può un narcisso che ricopra il gelo,

senza i raggi veder del sol lucente,

regger dritto il suo stelo

né dispiegar le sue bellezze al cielo,

tal non puote la vita,

cinta dal ghiaccio del dolor mortale,

lungi da voi, ond' ella spera aita,

regger a tanto male

lo spirto infermo e la sua carne frale.–

Ma, lasso, a chi parl' io?

Borea crudel, tu pigli altro sentiero

e disprezzi ridendo il dolor mio:

io priego Amor, che fiero

percuota il cor di piombo vile e nero

de la tua Donna, in guisa

che come damma suol veltro mordace,

che del bosco la via l' abbia precisa,

fuggir presta e fugace,

così ti fugga e non ti dia mai pace.