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By Niccolò da Correggio

Se ancor dura il vigor di quei bei lumi

col qual mia ninfa otenebrò già il sole,

e se può usar le sue dolci parole,

ardon con Iove in celo i sacri numi;

se quella man che viva arrestò i fiumi

sol per toccarli, è ancor como esser suole,

scio che Vener ne piange e a Iuno dòle,

gelose di tal forma e bei costumi.

Ma l'esser lei più d'altra in cel formosa

mitiga in parte le mie giuste doglie,

ché opra di Iove non è a Iuno ascosa.

Non sempre si ritien quel che si toglie:

chi scia se forsi di Pluto gelosa

Proserpina ad Orfeo rese la moglie?