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Per fabbricar quel bel purpureo Serto,
Che del felsineo Astaco adorna il crine,
L'Agne innocenti dier lane più fine,
C'hanno il taglio novel pur or sofferto.
V'aggiunse poi d'Alnano il braccio esperto
Di conca oriental le porporine
Vene disciolte, ed a quel crin vicine
Fur maggiori al desio, minori al merto.
Io già il sapea, ché nel guidar gli armenti,
Rimirai fatte del color dell'oro
Dar destro il vol le mie colombe a i venti.
Un non so che poi susurrar' fra loro,
Ch'intender io non seppi, e poscia lenti
Spiegaro i vanni al consueto alloro.