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By Auteur inconnu

Or che i dolci son lungi occhi vivaci,

Esca fatale all'aspro fuoco mio,

Sperar forse potrei che un dolce obblio

M'estinguesse nel sen le accese faci,

Se tu, crudo Signor, che ti compiaci

Del mio sì lungo affanno, al van desio

Non porgessi alimento acerbo e rio

Con aure di speranze egre e fallaci.

Oh di tiranno impero ingiusta usanza!

Di tua legge sol io cruda e severa

Soffrir dunque dovrò l'alta possanza,

Quando colei tutta superba e fera

Fuor del tuo Regno in libertà s'avanza,

Di sua virtude e di mie spoglie altera?