255
Mortal pensier a la mia mente porge
Tanta pietà de la mia acerba vita
Che ogni parlare mi converte in pianto
Sì che la voce, la mia lingua mancha
Sfogando a dir quanto il dolor la sprona,
Che l'alma tiene in pena e in morte il core
Il ciel, fortuna, Amore e il mondo porge
Hor, più che morte, dolorosa vita,
Perché il mio spirto ad hora ad hora manca
Cui l'ultimo voler cotanto sprona
Che qua il suo stato è solo eterno pianto.
Sì larga via e l'infinito pianto
Che l'alma tiene in pena e in morte il core.
Al mio più ch'altro sventurato core
Che altro che a lacrimar nulla gli sprona.
O frale e mortal ben qual che altrui porge
Longa speranza che sì presto mancha
E che 'l morir fa dolce e amara vita,
Io ben vorrei mi stesso e la mia vita
Tanto obliare e obliare il pianto
Fin che per sola morte ciaschun mancha.
Di ciò ne prego solamente il core
Che spesso spesso mi appresenta e porge
L'extremo giorno ove il dolor mi sprona.
Però che a mille morte ognhor mi sprona
L'intrinsico martir e a la mia vita
Pena infinita lacrimando porge,
Né il suspirar crudel né il mortal pianto
Già mai s'allenta, né il dolor dal core,
Perché la voce e la mia lingua mancha,
Ogni speranza al mio soccorso mancha:
Sento sol quel che a tristo fin mi sprona,
Stillando a pocho a pocho in pianto il core.
Un sol conforto al cor sostien la vita
Che mi dà pace in mezo a tanto pianto:
Che sempre alta belleza pietà porge.
Porge magior dolor ché già mai mancha
Il tristo pianto, che pietà più sprona:
Sola speranza tien la vita al core.