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By Alessandro Sforza

Mortal pensier a la mia mente porge

Tanta pietà de la mia acerba vita

Che ogni parlare mi converte in pianto

Sì che la voce, la mia lingua mancha

Sfogando a dir quanto il dolor la sprona,

Che l'alma tiene in pena e in morte il core

Il ciel, fortuna, Amore e il mondo porge

Hor, più che morte, dolorosa vita,

Perché il mio spirto ad hora ad hora manca

Cui l'ultimo voler cotanto sprona

Che qua il suo stato è solo eterno pianto.

Sì larga via e l'infinito pianto

Che l'alma tiene in pena e in morte il core.

Al mio più ch'altro sventurato core

Che altro che a lacrimar nulla gli sprona.

O frale e mortal ben qual che altrui porge

Longa speranza che sì presto mancha

E che 'l morir fa dolce e amara vita,

Io ben vorrei mi stesso e la mia vita

Tanto obliare e obliare il pianto

Fin che per sola morte ciaschun mancha.

Di ciò ne prego solamente il core

Che spesso spesso mi appresenta e porge

L'extremo giorno ove il dolor mi sprona.

Però che a mille morte ognhor mi sprona

L'intrinsico martir e a la mia vita

Pena infinita lacrimando porge,

Né il suspirar crudel né il mortal pianto

Già mai s'allenta, né il dolor dal core,

Perché la voce e la mia lingua mancha,

Ogni speranza al mio soccorso mancha:

Sento sol quel che a tristo fin mi sprona,

Stillando a pocho a pocho in pianto il core.

Un sol conforto al cor sostien la vita

Che mi dà pace in mezo a tanto pianto:

Che sempre alta belleza pietà porge.

Porge magior dolor ché già mai mancha

Il tristo pianto, che pietà più sprona:

Sola speranza tien la vita al core.