255

By Niccolò da Correggio

Como chi senza fructo serve e spera,

che avendo speso mal sette e sette anni,

per racquistargli agionge danno a danni

e vòl con quelli ancor qualche anno pera;

credendossi esser pur quel che inanti era,

pargli che 'l suo iudicio non l'inganni,

né s'accorgendo del mutar di vanni,

tende insieme col sol verso la sera;

cusì del mio servir lasso mi trovo

e s'io non son senza speranza morto,

per più mio strazio Amor fa ch'io rinovo.

E benché del mio error io mi sia accorto,

chi m'ha in preda fa sì ch'io non mi movo,

anzi seguo fortuna e fugio el porto.