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By Filenio Gallo

Già fui invidiato, or moro d'invidia,

non che l'altrui goder mi faccia intoppo,

ma che d'ogni mio ben sia sciolto el groppo

e fatto al mondo un altro re di Lidia.

Già era meco amore, ora perfidia,

già caminai correndo, or vo mal zoppo;

così interviene a chi si fida troppo,

al debil ramo è fortuita insidia.

Che val s'io chiamo al cielo e gli occhi forbo?

Ch'io scrivo in acqua e fo disegno in polve,

perché alor gode lei quant'io più intorbo.

Basso sto pur se ben la rota volve

e duolsi più un ch'ha visto esser fatto orbo.

Chi spera in lei di tal moneta solve.