257)
Giugne il Trace sull'Istro a' nostri danni
Dietro un'immensa ed orgogliosa spene,
Che dell'Italia le contrade amene,
Non che dell'Austria, ricopria co' vanni.
La tema intanto in mezzo a mille affanni
Tutta da lui fuggendo a noi sen viene,
E d'ora in ora a barbare catene
Par che la nostra libertà condanni.
Alla fama, che infausta intorno suona,
Il Sarmatico Re d'ira s'accende,
E là sen corre, ove la Fe' lo sprona.
Trionfa; e variando le vicende,
Toglie al Trace la speme e a noi la dona,
A noi toglie il timore e a lui lo rende.