258

By Nicolò Franco

D'Arezzo il Caprar ladro, un bel capretto

dianzi involato, ricercava scampo,

quando l'accorto Alcippo, in mezzo un campo,

gridò sospinto da cortese affetto:

Qui tutti, o cani miei, ch'i' qui v'aspetto:

a me fido Licisca, a me Melampo:

or s'appiatta, or si sloggia ov'i m'accampo,

or corre al chino, or poggia; è con sospetto:

il veggio, il seguo, il giungo, il prendo e stringo:

già lascia il furto e si rinselva al quadro

del bosco, e già se n' va vago e ramingo.

Fu d'Alcippo il gridar tanto leggiadro,

or qua correndo in tanto, or là solingo,

ch'Eco ancor ne risona: Al ladro! Al ladro!