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Io vo pensando, e nel pensier m'assale
Orror de' falli miei, timor di morte,
E veder parmi le tartaree porte:
Odo il pianto de' rei fatto immortale.
Penso alla morta speme, e penso quale
In noi produca inevitabil sorte
Tardo il pentirsi, e quanto mai sien corte
L'ore di vita, e pronto il dì fatale.
Ma il Mondo allora, a' rei piaceri unito,
Con sue false lusinghe il ver mi copre,
Di bei fiori smaltando il mio periglio;
Onde, benché senta nel cuor l'invito
Del santo Amor, che il buon sentier mi scopre,
Io lascio il meglio ed al peggior m'appiglio.