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Lascia la bruna veste, afflitto core,
E riprendi la spoglia altera e nuova:
Senti pur quanta in te dolcezza piova
Al soave apparir del nostro Amore.
Ma giaci ancor, quando che a farle onore
Il Ciel gareggia colla Terra a pruova,
Essa, che il manto intorno si rinnuova,
Egli, che accresce un nuovo alto splendore.
"Perché destare in me letizia tenti,"
Risponde il cor, "se veggioti condutto
Della tua vita a gli ultimi momenti?
Lungi da quei begli occhi avvampar tutto
Ti vidi: orché gli avrai sempre presenti,
Io già ti vedo in cenere ridutto."