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By Auteur inconnu

Spesso avrei meco la canora Euterpe

A far d'inni festivi inclite pompe,

Se non che i miei diletti Amor corrompe

Col sottil fuoco, che nel cor mi serpe.

Né spero che ragion recida o sterpe

Il pensier, che mia pace agita e rompe;

Se priva di vigor nulla interrompe,

L'aspro lavoro dall'interno serpe.

Quindi sorge il dolor, che il ciglio adombra,

Qual di basso terren pallida nebbia,

Che in alto poggia, e le montagne ingombra;

Onde è vano il pensar che scender debbia

L'Aonio Coro infra l'orrore e l'ombra,

Che il mio cor preme, e l'intelletto annebbia.