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By Auteur inconnu

Il dì primier ch'entro mortale ammanto,

Gentil Cigno dell'Arbia, il Ciel t'involse,

Tutti quei raggi, onde si desta il canto,

Con fortunati aspetti in te rivolse.

Ma vago il tuo pensier di maggior vanto,

Con sommo studio a ricercar si volse

I dotti campi delle Muse, e tanto

Vi si aggirò, che i più bei fior' ne colse;

Onde a ragione il tuo gran volo or sale,

Poggiando al Ciel, nella più eccelsa parte,

Ove giunge a gran pena occhio mortale,

Se quinci e quindi ad or ad or comparte,

Per sostener l'infaticabil ale,

Tutte le forze sue Natura, ed Arte.