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Stanco un dì l'arciero Amore
Dalle sue famose imprese,
Per diporto i lacci tese
A legar di Laura il core.
E già — folle! — avea più ore
Lei chiamando indarno spese:
Quando alfin tutto s'accese
Di vergogna e di furore.
A gli strali allor si volse,
E crudel dall'aureo cinto
L'ozioso arco disciolse.
Ma lo stral fu sì rispinto,
Ch'ei col Ciel forte si dolse;
Spezzò l'arco, e disse: “Hai vinto.”