260

By Niccolò da Correggio

Quel dì che vider pria l'ardente luce

gli occhi mei, che avampòn del suo splendore,

non fu in mio arbitrio a far riparo al core,

anzi, a' nemici suoi fui guida e duce.

Provai, e sciollo, como Amor conduce

uno amante al suo fine e in quanto errore:

cade e leva in un dì, rinasce e mòre,

e l'altrui affecto al suo istesso odio induce.

Scio como di suspir spesso si pasce,

como da sé si assolve e si condanna,

como el tempo e fatiche un rider paga;

scio como rimedio mai non nasce

da unguenti al core, e chi 'l crede s'inganna,

che altro che il proprio stral saldi mai piaga.