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By Giambattista Giraldi Cinzio

Amor, via più di tutti i dei possente,

gloria e onor de l'una e l'altra madre,

che con superbo volo

quant'è là sovra il cielo

e quanto appar da l'uno a l'altro polo,

cerchi felice, e con la face ardente

ardi non pur la gente

cieca mortal, ma il sommo eterno padre,

Amore il cui valore

sente Nettuno in mezzo l'acque salse,

e quante ninfe sono in mezzo l'onde,

e quanto ne l'oscuro abisso asconde

di cieco e di dolente

il tenebroso orrore,

chi fia che tolto d'ignoranza il velo

e l'apparenze false

non pur non brami esser di te mancipio,

ma non ti tenga d'ogni ben principio?

Tutto quello ch'altrui con gli occhi vede

e con la mente immaginando scerne

da la potenza immensa

e dal fuoco soave

de le tue faci, onde ogni cosa è accesa,

come da vera origine procede.

Per te con tanta fede

le cose giunte son frali e l'eterne,

che da la legge prima

non si mosse unqua alcuna, dapoich'elle,

che confuse eran ne l'oscura notte,

furon distinte e quali or son prodotte,

da te (si come crede

chiunque giusto estima)

il lieve congiunto è, con fé, col grave,

e insieme tutte quelle

cose ch'eran tra sé contrarie, in modo

che unite stan con sempiterno nodo.

Tu principio, tu fin di quanto bene

proviam nel mortal nostro in questa vita,

tu con la santa face

e co' dorati strali,

onde ogni dolce gioia, ond'ogni pace,

come da fonte rio corrente, viene,

desti a noi l'alta speme

che mena per via lieve e spedita,

con gli amorosi vanni,

ove giunger non puote uman pensiero,

e ne fai di mortai cose celesti,

quantunque siam ne le caduche vesti,

onde non posson pene

contra di noi, né affanni,

mentre poggiando al ciel con le sacre ali

scorgemo il lume vero

che in noi serena ciò che ne face ombra

e le tenebre rie del cor ne sgombra.

Quanto di bello appare, Amore, e quanto

altri prova di buono,

de la tua forza e del tuo fuoco è dono.