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Come nochier che in dubio di sua vita
Per tempestoso mar segue sua stella,
Ove trova al dolor che 'l cor martella
Quella speranza che a scampar l'invita,
Così convien ne l'aspra dipartita
Ch'io segua col pensier l'honesta e bella
Donna che nel mio cor ferma e sugella
Viva speranza con mortal ferita.
E bench'io sia da lei, oymè! lontano,
Farò come chi pensa al gran thesoro,
Sperando ognhora haverlo in le sue mano.
E so che ogn'altro fia debil ristoro
E a mia salute ogn'altro sperar vano,
Se non sequir costei per cui m'acoro.