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By Alessandro Sforza

Come nochier che in dubio di sua vita

Per tempestoso mar segue sua stella,

Ove trova al dolor che 'l cor martella

Quella speranza che a scampar l'invita,

Così convien ne l'aspra dipartita

Ch'io segua col pensier l'honesta e bella

Donna che nel mio cor ferma e sugella

Viva speranza con mortal ferita.

E bench'io sia da lei, oymè! lontano,

Farò come chi pensa al gran thesoro,

Sperando ognhora haverlo in le sue mano.

E so che ogn'altro fia debil ristoro

E a mia salute ogn'altro sperar vano,

Se non sequir costei per cui m'acoro.