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Un giorno all'ombra di due Querce annose
Quel Dio, ch'in Gnido sua gran reggia tiene,
Dormia disteso in sulle molli arene,
E fier destino al guardo mio l'espose,
Che nel volto di lui fra gigli e rose
Comparve a gli occhi miei l'ingrata Irene,
Ed il mio cuor, delle sofferte pene
Memore ancora, a sospirar si pose.
Tanto bastò per risvegliar l'Arciero,
Che lieve ha il sonno e tutto sdegno il cuore:
D'un stral mi punse; poi volando il fiero
Disse, a me vòlto: "Or nel tuo primo ardore
Torna a penar, ch'io vo' ch'al Mondo intero
Servi d'esempio a non destare Amore."