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By Niccolò da Correggio

Da Amor sbandito in solitaria villa

e del favor di corte in tutto privo,

tra fere alpestre incognito mi vivo,

e il foco usato al pecto pur sfavilla.

Guidami al sonno el suon d'una umil squilla,

stracco dal pianto che ha già facto un rivo,

e aiutano il dolor che in carte scrivo

la mesta Progne e l'infelice Silla.

Col sol mi levo e sùbito m'imbosco,

fuggo le case per minor mia pena,

cercando tra le frondi un loco fosco;

domestico son facto a Filomena,

fra sterpi noto, e me non ricognosco:

a tale el mio destin crudel mi mena.