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Rosa, quel santo ardor, con cui le prime
Voci sciogliesti sì gradite al Cielo,
E tua invitta pietà, fortezza, e zelo,
Che gloria a te, a noi stupore imprime,
Fu effetto sol di carità sublime,
Che in seno avesti, ed Io ridire anelo;
Ma se l'alma ho di pietra e il cuor di gielo,
Come innalzar poss'io mie basse rime?
Ah se tanti prodigj appiè del monte
Cimin tu festi ad onta dell'obblio,
Aggiungi or questa all'opre tue più conte:
Fa' che il duro mio cuor rivolto a Dio
Di lagrime d'amor disciolga un fonte,
E tua lode sarà quel pianto mio.