266

By Celio Magno

Vera di Carlo, anzi, di Giove figlia,

ché novo Ercole invitto in gonna sembri,

poiché 'l vanto di Lerna a noi rimembri

con prova di valor che 'l suo simiglia.

Tu mentre d'infettar più speme piglia

d'eretico veleno i nostri membri,

l'Idra infernal, sue teste incidi e smembri

schernendo quanto invan tenta e consiglia.

Tronco uno, altri due capi uscian repente,

e scemando crescea l'orribil mostro,

fatto del perder suo ricco e possente.

Vinto al fin con tua gloria e scampo nostro

nel foco ei fu di tua virtute ardente;

e ne gioì la terra e 'l sommo chiostro.