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Quando partì da me ver' la sua sfera
Quel Lume, che me pur fé noto al Mondo,
Credei sepolta in cieco obblio profondo
Mia speme, e giunta la mia gloria a sera.
Piansi, e la doglia mia torbida e nera
Tolse alla mente ogni pensier giocondo,
Ma vi lasciò per mio doglioso pondo
Del ben perduto la memoria intera.
Così, come Nocchier, che senza vele
Scorre l'irato mar, pien di timore,
Né tanta ha forza per formar querele,
Muto giaceva anch'io nel mio dolore,
Allorch'un mio pensier grato e fedele
Disse: "Vive Alessandro, e l'hai nel cuore."