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Non per gloria cercar, l'aure serene
Mossi in Pindo a goder più volte i passi,
Ma come o al prato o al rivo o al bosco vassi
Da chi s'ama il piacer dell'ombre amene,
Ché dell'agon di Temi entro l'arene
Fanciul fui tratto a far miei spirti lassi,
E so che noia, non che ad altri, a i sassi
Un debil canto con ragion diviene.
Pur se cantai, fu sol perché m'aprissi
O a fortuna o ad Amor talor la via,
E improvviso fu il dir: nulla mai scrissi.
Or questi avanzi, che la mente mia
Ritien, qui noto, perché vo', ch'io vissi
In Arcadia, palese al Mondo sia.