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By Antonio Tebaldeo

Come ocel che una fiata al visco còlto

fugge, su l'ale sta, né vòl firmarse

in ramo alcun, temendo de pigliarse

(ch'el piace a ogni animal l'esser disciolto),

cussì io, che fui nei stretti lacci avolto

d'Amor, che a suo piacer stratiomme et arse,

per non tornar ne le sue rete sparse,

come a me infesto fuggio ogni bel volto.

Per questo tardi vengo a salutarte,

che odendo de l'extrema tua belleza,

dissi: “Questa de Amor serà qualche arte!”.

Ma il tuo pregare ha in sé tanta dolceza,

che la tema da me discaccia e parte

e quella, come il sol la nebia, speza.