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By Nicolò Franco

A te, Notte, sacramo, e al tuo riposo

la Nottola d'Arezzo, perché il giorno,

per rilucente sol quantunque adorno,

sia per lei cieco abisso e tenebroso.

Talché il nemico strido ed odioso

larve solo e fantasme aggia dintorno,

al suono ond'a perpetuo scorno

fra le lor ombre si rimanga ascoso.

E mentre il sonno ogni animale appaga,

sorde paian le selve, e le campagne

a quel suo strider rio di ch'ella è vaga;

sì che ove garre ad altrui danno e piagne,

sol de la morte sua resti presaga,

e sol l'essequie sue mesta accompagne.