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Che cosa hai tu negli occhi traditori,
O bella leggiadretta Pargoletta?
Tutto spasima il cuor dentro e di fuori,
E mi guardasti poche volte e in fretta.
Io ben so l'arte de i galanti amori:
E credea di saper l'arte perfetta,
Da schivar quegli asprissimi dolori,
Che amando prova un'alma semplicetta.
Ma tu con nonsocché m'affascinasti,
In quel cortese volger di pupille;
Ah dimmi, è natia grazia, o l'imparasti?
Ah, rivolgile a me sempre tranquille:
E ch'io t'ammiri per tua gloria basti,
Io, sprezzator di mille Belle e mille.