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Se il seguir sempre in faticosa impresa
L'orme tue vaghe, ovunque volga il passo;
Se comparirti innanzi afflitto e lasso,
Qual Uom ch'a sé medesmo incresce e pesa;
Se de' begli occhi tuoi la fiamma accesa
Mirar con guardo riverente e basso,
E spesso altrui parer cangiato in sasso,
Tal è il diletto, di cui l'alma è presa;
Se ciò non basta, perch'alfin t'avveda
Delle ferite mie, né de i legami,
Onde pur troppo Amor femmi tua preda:
Dimmi, o fera crudel, che pensi o brami
Ch'io deggia far, perché il mio mal tu veda!
Ma che far dovrò poi, perché tu m'ami?