27 Voi non sapete quel che m'è seguito!
Voi non sapete quel che m'è seguito!
Voi non sapete certo il caso mio!
Ella prende marito,
Nè il marito son io.
Ahi pel mio cor tu mi portasti affetto!
Ora per lingua d'altri tu mi pianti!
So pur quel che t'han detto
Certe amiche zelanti.
Viene un'amica e dice: "Ho conosciuto
Quel tale, sai - m'intendi già, quel tale….
Stamani l'ho veduto,
Proprio un bel capitale! "
Ed un'altra dipoi: "Sta un po' a vedere,
Che tu ti pensi ch'ei t'abbia a pigliare!
Non sai ch'è forastiere,
Oltre ad esser scolare?
Costor fanno a chi meglio ne canzona;
Oh dà lor retta!… e inoltre un veneziano,
Non si sa che persona,
Fosse almanco toscano! "
E quindi un'altra: "Creder mi si fece
Ch'egli è un gran ricco e con te si trastulla… "
E un'altra: "Io credo invece
Ch'egli non abbia nulla:
Quando s'è ricchi a casa si rimane
E non si va pel mondo a fare e dire,
Quando s'ha in casa il pane
Non occorre d'uscire "-
Poi viene, un altro giorno, un'altra amica
Che comincia: "Tacer volevo pria
Ma convien che tel dica;
Ahimè, bambina mia,
Sai ch'egli un'altra ne vagheggia? e come
Le fa il galante! il sanno gli occhi miei;
Or io non faccio il nome,
Ma giuocata tu sei:
Oh! digliene un po' tu quel che ti pare… "-
E così via, ciascuna a inventar peggio,
Tutte di me a sparlare,
Tutte a pormi in dileggio.
Dicono che son questo, oppur quest'altro,
Chi mi fa ricco e chi senza un quattrino,
Chi citrullo, chi scaltro,
Chi matto e sbarazzino.
Ahi lingue ladre un canchero vi pigli!
E siate maledette tutte quante!
Furo i vostri consigli
Che mi tolser l'amante.