27)
Fra me stesso io dicea: "Pur verrà un giorno
Che, se Cintia men bella, almen superba
Non vedrò tanto, ed in quel viso adorno,
Seccando i fior', vedrò mia speme in erba.
Pur verrà il dì, che dell'ingrata a scorno
La comune vendetta Amor riserba."
Più detto avrei, ma Cintia quinci intorno
Nascosa udimmi, e ne sorrise acerba.
Indi: "Folle che sei," mi disse ardita,
"Chi ti accerta durar, sin che l'etate
S'appresti a' danni miei per darti aita?
Tu non sai quel che può mia crudeltate,
E che in virtù di lei prima la vita
Mancherà in te, che manchi in me beltate."