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By Auteur inconnu

Sì, ch'io merito pena aspra infinita

Dalla giustizia di mia cruda sorte,

Se 'l tradimento altrui, mia fe' schernita

Non furono bastanti a darmi morte.

Deh qual fierezza o qual virtù sì forte

Fu quella mai, che mi ritenne in vita

A sì grave dolor! da quai ritorte

S'avvinse l'alma, onde non è fuggita!

Ah no, morto son io: già senza moto

Sento il cor, sento il sangue entro le vene

Giacere illanguidito, egro, ed immoto.

E se cenere ancora non diviene

Questo mio fral, benché di spirto vòto,

Amor per suo trofeo così mi tiene.