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By Bernardo Tasso

Il povero villan ch' ha sparso il seme

nel suo campo fecondo,

e già lieto e giocondo,

scort' a la riva la sua fida speme,

di nullo tempo rio paventa o teme,

se poi si vede il già raccolto frutto,

onde le lunghe brame

de la pallida fame

saziar sperava de' figliuoli, tutto

da nimico furor arso e distrutto,

e scorge da vicin l' orrido verno

che riversa dal cielo

ognor la neve e 'l gelo,

non possendo far schermo al duol interno,

a la ragion di sé toglie il governo,

e disperato di poter giamai

ristorar il suo danno,

perché i frutti de l' anno

futuro incerti e son lontani assai,

assorda il Ciel di dolorosi lai;

pur con la vista de la casta moglie

e de la famigliuola

amata si consola,

ché la presenza sua talor gli toglie

una gran parte de l' acerbe doglie,

et io, che quasi ardito pellegrino,

solcando varii mari

con venti ognor contrari,

malgrado del furor d' empio destino

era già giunto al fin del mio camino,

e con l' ancore salde e col ritorto

canape la mia barca

di ricche merci carca,

senza temer del mare oltraggio o torto,

avea legato nel securo porto,

da non prevista e subita tempesta

di vento disleale,

che la vita mortale

col fiero orgoglio suo turba e molesta,

disciolto il legno, fui respinto in questa

onda del mondo misero e fallace.

Così fuor del mio nido,

mi tolse il flutto infido,

che non osserva mai tregua né pace,

le merci e 'l legno con la man rapace;

e, ciò che più i miei giorni oscuri e neri

rende, la cara Donna,

ferma e salda colonna

ov' appoggiar soleva i miei pensieri,

e i pegni del mio amor securi e veri

vivon sott' altro cielo, ahi dura sorte!

Ahi, meschino, chi fia

che 'n questa pena ria

e più d' ogn' altra cruda mi conforte?

E s' avverrà che la spietata morte

in quest' esiglio mio lungo e gravoso

il fiero strale scocchi,

chi chiuderà quest' occhi?

chi fia del mio morir tanto pietoso

che 'l morto viso mesto e sospiroso

bagni d' amaro e lagrimoso umore?

e chi ne la partita

de la misera vita

mi darà i baci estremi, e con dolore

farà le pompe del funereo onore?

Pon omai freno a l' ostinato orgoglio,

fato crudele e duro,

ch' io non son saldo muro

che possa, né sassosa Alpe né scoglio,

a l' impeto durar del mio cordoglio.