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Il povero villan ch' ha sparso il seme
nel suo campo fecondo,
e già lieto e giocondo,
scort' a la riva la sua fida speme,
di nullo tempo rio paventa o teme,
se poi si vede il già raccolto frutto,
onde le lunghe brame
de la pallida fame
saziar sperava de' figliuoli, tutto
da nimico furor arso e distrutto,
e scorge da vicin l' orrido verno
che riversa dal cielo
ognor la neve e 'l gelo,
non possendo far schermo al duol interno,
a la ragion di sé toglie il governo,
e disperato di poter giamai
ristorar il suo danno,
perché i frutti de l' anno
futuro incerti e son lontani assai,
assorda il Ciel di dolorosi lai;
pur con la vista de la casta moglie
e de la famigliuola
amata si consola,
ché la presenza sua talor gli toglie
una gran parte de l' acerbe doglie,
et io, che quasi ardito pellegrino,
solcando varii mari
con venti ognor contrari,
malgrado del furor d' empio destino
era già giunto al fin del mio camino,
e con l' ancore salde e col ritorto
canape la mia barca
di ricche merci carca,
senza temer del mare oltraggio o torto,
avea legato nel securo porto,
da non prevista e subita tempesta
di vento disleale,
che la vita mortale
col fiero orgoglio suo turba e molesta,
disciolto il legno, fui respinto in questa
onda del mondo misero e fallace.
Così fuor del mio nido,
mi tolse il flutto infido,
che non osserva mai tregua né pace,
le merci e 'l legno con la man rapace;
e, ciò che più i miei giorni oscuri e neri
rende, la cara Donna,
ferma e salda colonna
ov' appoggiar soleva i miei pensieri,
e i pegni del mio amor securi e veri
vivon sott' altro cielo, ahi dura sorte!
Ahi, meschino, chi fia
che 'n questa pena ria
e più d' ogn' altra cruda mi conforte?
E s' avverrà che la spietata morte
in quest' esiglio mio lungo e gravoso
il fiero strale scocchi,
chi chiuderà quest' occhi?
chi fia del mio morir tanto pietoso
che 'l morto viso mesto e sospiroso
bagni d' amaro e lagrimoso umore?
e chi ne la partita
de la misera vita
mi darà i baci estremi, e con dolore
farà le pompe del funereo onore?
Pon omai freno a l' ostinato orgoglio,
fato crudele e duro,
ch' io non son saldo muro
che possa, né sassosa Alpe né scoglio,
a l' impeto durar del mio cordoglio.