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By Auteur inconnu

Donna felice, a cui dal Cielo è dato

Quanto a cosa mortale ei dar potea,

E che di sé per fabbricar l'idea

Rese a' tuoi cenni tributario il fato:

Quel lume, che traspiri oltra l'usato,

E che in un mi confonde e mi ricrea,

Mi fa veder ciò che non mai credea,

Virtù, che basti a fare un cuor beato.

Del ciglio altero e del sembiante adorno,

Di tanti pregj di natura io taccio,

Ché so che poco l'alma tua ne gode.

Ma quando al primo oggetto io fo ritorno,

È tanto grande, che mi fo di ghiaccio,

Né degno è il labbro mio di dir tua lode.