27
Candida, vaga, adorna e peregrina,
dagli occhi lassi miei longe non troppo,
vidi una caprïola, lieto intoppo
a quel cor labil, che al suo mal s'inchina.
Non già cosa mortale, anzi divina
parse in aspetto, onde io, andando doppo
a la traccia gentil de buon galoppo,
sequi' la nobil fera assa' festina.
Subito allegro me condusse al passo
dove arivar dovea quella agnolella,
che faria innamorare i cor di marmo.
La luce me coniunse, ohimè lasso!,
tanto di sua leggiadra faccia bella
che d'onne mia costanzia me disarmo.