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By Erasmo da Valvasone

Venier, qual rimaneste a l'empia nova

del Fenaruol, ch'amaste ognor cotanto?

Quanto duol vi s'avolse al cor, e quanto

v'uscìo da gli occhi in lagrimosa piova?

Ahi fati acerbi, ahi Febo, e che ne giova

toccar con pregio la tua lira e 'l canto,

se de' duo c'hanno a' nostri giorni il vanto,

ingrato Dio, nessun è che ti mova?

Che l'un, troppo affrettando a morte i passi,

quand'ei spargeva al ciel più dolci accenti,

freddo ohimè chiudi in sì lugubri sassi;

l'altro, su gli occhi de l'amico spenti

omai sì sconsolato e solo lassi,

ch'altro non formi più ch' aspri lamenti.