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"Moro, Amici, tradito; e il mio morire
Prolungar più co i voti invan bramate:
Più tosto a vendicarmi arda il desire,
Se pur me più che la mia sorte amate.
Consorte, io moro: ah se un invitto ardire
Meco ti trasse alle vittorie usate,
Ora apprendi da me forte a soffrire
Il cangiato tenor di stelle irate.
Figli, a voi lascio nel fatal momento,
Unica eredità, del viver mio
L'onorata memoria, e vo contento."
Germanico sì disse, e non languio,
Allor che del più fiero tradimento,
Non so se vinto o vincitor, morio.