276
Voi, cui nobil desio di morte accende,
Di morte illustre, e di bel sangue tinta,
Ma tienvi la gran voglia risospinta
Timor, che tanto con amor contende,
Giulia mirate, cui non anco rende
Il terzo lustro dall'infanzia scinta,
Come, di speme e di coraggio cinta,
Sotto al barbaro ferro il collo stende,
E come lieta in volto e come invitta
La palma afferra, che le nasce appresso,
Del suo primo trionfo incisa e scritta.
Or qual timor, qual fren v'arresta adesso?
Lo spirto allor più pronto al Ciel tragitta,
Ch'è men dagli anni e dalle cure oppresso.