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"Figlio, se già d'eternità il sentiero
T'additai tra' perigli, or non men bello
Te lo mostro in salvarti." (Al figlio in quello
Fatal punto di Ponto il Re guerriero
Disse, e seguì.) "Lo so: tuo spirto altiero
Chiama vile quel passo, ov'io t'appello,
Ma se ci sforza, ahimè, fato rubello,
Dunque al fato ubbidir fia vil pensiero?
Contra noi pugna, più che 'l Roman telo,
L'odio degli astri: or tu la doglia fuga,
Ché pregio è all'uom muovere invidia al Cielo.
Forte, o Figlio, mi segui, e il ciglio asciuga,
Ché se al ritorno io glorioso anelo,
È del provvido cor gloria la fuga."