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By Niccolò Tinucci

Voi che presenti siete a' mie lamenti,

o fiori, o fronde, o arbuscelli, o colli,

o tutte erbette che con gli occhi molli

bagnando vo con lagrime cocenti,

avanti al mio signore istate attenti

per sostenere il ver, che mai non crolli:

che sempre il suo voler io sempre volli

né mai nostr'alme furon differenti.

Il lamentar ch'i' fo vo' lo sentite,

ché di me stesso mi lamento e piango,

ch'i' vorre' più potere e più non posso;

vo' siete il mio soccorso, e sì nudrite

quest'alma stanca cui i' sempre affrango,

e chiamo sol colui che m'ha percosso.