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By Auteur inconnu

Ecco Libia in Europa, ecco Cartago,

Che fa i lauri tremare in fronte a Roma:

Pure eterna l'intrepida si noma,

Ché le accresce valor l'ardir presago.

D'Italia intanto entro il terren più vago

Incatenato da una vaga chioma

D'Africa il gran terror sé stesso doma,

E del Lazio il destin rendesi pago.

Il Tebro alle delizie allor si rese,

E obblio sopra ogni cura impinge e spande,

Poiché cessato è il suo crudel spavento.

Odimi, o Roma. Le tue chiare imprese

Frutti d'affanno fur, non di contento:

Ché se Annibal non era, eri men grande.