278 (RVF 319)

By Girolamo Malipiero

I dì miei più legger che nessun cervo

fuggono, e io pur differendo il bene,

corro a la morte, e poche ore serene

succedono a la vita, come osservo.

Misero mondo, instabile e protervo,

del tutto è cieco ch'in te pon sua spene,

ch'al fin nei tuoi piacer che 'l cor suo tiene,

pianger convien, come in catena servo.

Però mortai, per fin che 'l lume ancora

pur luce in noi, leviam le menti al cielo:

del ben, chi 'l gusta più, più s'innamora.

Non aspettiam ch'in noi si cangi il pelo,

ché la speranza per lunga dimora

inganna ogni uom che porta a gli occhi il velo.