279 (RVF 320)

By Girolamo Malipiero

Sento quell'aura antica che nei colli

celesti di superbia al mondo nacque

e cader fe' quel spirto ch'a sé piacque,

ch'alfin gli alteri fa per pianger molli.

O caduche speranze, o pensier folli,

torbide son, disse Iesu, quest'acque

d'uman piacer, quando a la fonte giacque,

ond'io qui contentarmi indarno volli.

Però voglio a lui sol drizzar le piante,

che può refrigerar lo mio cor arso,

e dar riposo a le fatiche tante.

Egli non è signor crudele e scarso

a cui chi serve e gli va umil davante,

trova ch'è di pietà tesoro sparso.