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O Peregrin, che muovi errante il passo
Per questa arena, ov'erba mai non crebbe,
Questo è lito crudel, ch'ingrato bebbe
Il sangue di Pompeo, di vita casso.
Onusto di trionfi e non mai lasso
Il grande Eroe, cui tanto il Tebro debbe,
Qui tradito cadeo e qui non ebbe
Per sepolcro né pure un nudo sasso.
Tu, se barbaro sei, la sabbia impressa
Ammira del gran tronco, e il suolo adora,
Ove Roma con lui perdé sé stessa.
Ma se Romano sei, mirandoti ora
Da catena servil la destra oppressa,
Qui la perduta libertà deplora.