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By Simone Serdini

Per pace eterna, inestimabil gloria,

conviene, il cor acceso a te levandosi,

contrito umilïandosi,

Padre, merzé chiamar, la tua concordia.

Signor mio, quanto l'anima si sfloria,

che pura tu prestasti al corpo debile,

sì che divien già flebile

in tanta pugna, io lagrimando dìcolo!

Tu vedi il gran pericolo

di questo punto estremo e la discordia:

Padre, misericordia!

Per quello amor che mosse il carne prendare,

fa ch'io la possa a te secura rendare!

Misero corpo, stato in tanto obbrobrio,

tu non credevi mai esser volubile

fin che l'oscure nubile

appropinquare io veggio a darci prelio.

E or mi trovo denudato e sobrio

d'ogni mia arme e di paura carico,

vedendo il duro varico,

i crudi fati e lo spietato fóndare,

né valmi dietro ascóndare,

che segue in me sì ver qual mai vangelio,

e per lo nostro melio

abracciaren la vera Croce in grazia,

che fe' l'umana turbe adorna e sazia.

Santissima colonna, scudo e gremio

d'ogni cristiano, omè, che 'l tempo è vario!

Ecco, il mio avversario

me miser peccator vince a iustizia.

Ma per quel vivo sangue, a noi tal premio

di quello Iddio ch'a te pendette in medio,

soccorso a tale assedio!

Sol per pietà ricorro a te chiamandolo:

Tu vedi il grande scandolo

di miei delitti e mie passate vizia,

e per fuggir nequizia

adoro te per mia salute e specolo,

per quel che ti portò, Signore, in secolo!

O lucissime spine, omai resùrgite,

o glorïose, sacre e sante cilia,

sarà, questa, vigilia

del tristo corpo? Omè, fa ch'io non perea!

O prezïose piaghe, ora ùrgite, ùrgite

ogni maligno spirto e fiero, invalide

già fatte, pigre e alide

le membra, fuor d'ogni piacere e tènere;

e se pur tutti in cenere

tornar convien, ché pur cerchiàn miserea?

Fa, Signor<e>, ch'io aderea

a te la mente mia, e i chiovi almissimi

pascan me, Padre mio, cibi dolcissimi!

Domine, parce, nihil dies habitant!

Per quella voce, Padre, parce il vizio;

e poi dicesti: "Sizio!":

site di me ne le tue braccia umillime.

Inter tumultum iam me furii vocitant!

Ma tu, Croce, triunfa uno amor celico,

e tu, favore angelico,

per quella orribil voce, al mondo tremito,

surge al mio pianto e fremito!

Iam consummatum est: dico il simillime,

quanto ti fia facillime

accoglier, Padre, me nel santo requio,

qual festi al ladron destro ultimo ossequio!

Per quella santa resurrezïone,

pietà, pietà, pietà, Padre benìgero,

misericordia al misero,

ch'è tempo omai di perdonar sollicito,

e, se mi fusse licito,

pregar più dì per più mia penitenzia!

Qui sia la tua clemenzia;

pur, Signor mio, ch'io non profonda o rua,

fiat voluntas tua!

Verace Cristo e ver figliuol di Dio,

nelle tue mani io do lo spirto mio!