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Per pace eterna, inestimabil gloria,
conviene, il cor acceso a te levandosi,
contrito umilïandosi,
Padre, merzé chiamar, la tua concordia.
Signor mio, quanto l'anima si sfloria,
che pura tu prestasti al corpo debile,
sì che divien già flebile
in tanta pugna, io lagrimando dìcolo!
Tu vedi il gran pericolo
di questo punto estremo e la discordia:
Padre, misericordia!
Per quello amor che mosse il carne prendare,
fa ch'io la possa a te secura rendare!
Misero corpo, stato in tanto obbrobrio,
tu non credevi mai esser volubile
fin che l'oscure nubile
appropinquare io veggio a darci prelio.
E or mi trovo denudato e sobrio
d'ogni mia arme e di paura carico,
vedendo il duro varico,
i crudi fati e lo spietato fóndare,
né valmi dietro ascóndare,
che segue in me sì ver qual mai vangelio,
e per lo nostro melio
abracciaren la vera Croce in grazia,
che fe' l'umana turbe adorna e sazia.
Santissima colonna, scudo e gremio
d'ogni cristiano, omè, che 'l tempo è vario!
Ecco, il mio avversario
me miser peccator vince a iustizia.
Ma per quel vivo sangue, a noi tal premio
di quello Iddio ch'a te pendette in medio,
soccorso a tale assedio!
Sol per pietà ricorro a te chiamandolo:
Tu vedi il grande scandolo
di miei delitti e mie passate vizia,
e per fuggir nequizia
adoro te per mia salute e specolo,
per quel che ti portò, Signore, in secolo!
O lucissime spine, omai resùrgite,
o glorïose, sacre e sante cilia,
sarà, questa, vigilia
del tristo corpo? Omè, fa ch'io non perea!
O prezïose piaghe, ora ùrgite, ùrgite
ogni maligno spirto e fiero, invalide
già fatte, pigre e alide
le membra, fuor d'ogni piacere e tènere;
e se pur tutti in cenere
tornar convien, ché pur cerchiàn miserea?
Fa, Signor<e>, ch'io aderea
a te la mente mia, e i chiovi almissimi
pascan me, Padre mio, cibi dolcissimi!
Domine, parce, nihil dies habitant!
Per quella voce, Padre, parce il vizio;
e poi dicesti: "Sizio!":
site di me ne le tue braccia umillime.
Inter tumultum iam me furii vocitant!
Ma tu, Croce, triunfa uno amor celico,
e tu, favore angelico,
per quella orribil voce, al mondo tremito,
surge al mio pianto e fremito!
Iam consummatum est: dico il simillime,
quanto ti fia facillime
accoglier, Padre, me nel santo requio,
qual festi al ladron destro ultimo ossequio!
Per quella santa resurrezïone,
pietà, pietà, pietà, Padre benìgero,
misericordia al misero,
ch'è tempo omai di perdonar sollicito,
e, se mi fusse licito,
pregar più dì per più mia penitenzia!
Qui sia la tua clemenzia;
pur, Signor mio, ch'io non profonda o rua,
fiat voluntas tua!
Verace Cristo e ver figliuol di Dio,
nelle tue mani io do lo spirto mio!